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Old 06-22-2011, 01:26 AM   #18
Alteregoxxx
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Default Lezione 7: i processori di segnale. Parte D

Un utilizzo leggermente più creativo di questi filtri è quello di costringere i singoli segnali a risiedere in un determinato range di frequenze: se nel mixaggio ogni strumento ed ogni segnale copre l’intero spettro delle frequenze dell’udibile, dalle bassissime frequenze alle altissime, il mix suona come un’accozzaglia di suoni. Viceversa, il bravo tecnico che riesce a gestire lo spettro dei segnali in maniera che ogni strumento abbia, per quanto possibile, uno range di frequenze, una porzione di spettro dedicata, creerà i presupposti affinché ogni strumento risulti godibile all’interno della somma e, con tutta probabilità, il risultato finale sarà decisamente più professionale.

Dicevamo che l’equalizzatore è un insieme di filtri: si possono creare perciò diverse modalità di equalizzatore a seconda dello scopo che operatore ne deve fare.

Prendiamo ad esempio il tipico equalizzatore di un canale di un mixer di fascia media: tipicamente vi troveremo un filtro dedicato agli alti, uno ai bassi (Shielving, tipicamente con frequenza di intervento fissa) ed un filtro di tipo Peaking per i medi con controllo di gain e frequenza d’intervento; infine un passa alti con frequenza d’intervento prestabilita dal costruttore.



In mixer analogici più prestigiosi o in quelli digitali (compresi software) l’equalizzatore di canale sarà simile, sebbene più complesso: tipicamente infatti anche gli Shielving saranno dotati di controllo per la frequenza di intervento, molto probabilmente troverai due equalizzatori parametrici Peaking (uno per il medio alti è l’altro per il medio bassi) dotati addirittura di tre controlli: il gain, la frequenza d’intervento e la campionatura (ossia la possibilità di allargare o restringere la banda d’intervento del filtro).Infine un passa bassi ed un passa alti con frequenza d’intervento selezionabile. Un equalizzatore di questo tipo da moltissime possibilità in più al tecnico di lavorare sul suono di ogni singolo strumento per creare mix complessi e ben suonanti.

Questo tipo di equalizzatore viene definito come equalizzatore “parametrico”. Un altro tipo di equalizzatore molto conosciuto è l’equalizzatore “grafico”. L’equalizzatore grafico non è altro che un insieme di filtri Peaking, ognuno dei quali si occupa di un pezzetto di spettro del segnale, la cui unica regolazione disponibile è quella relativa all’entità dell’intervento (gain).

Questi filtri si incontrano tipicamente nei concerti come moduli esterni al mixer. Solitamente vengono utilizzati tra l’uscita del mixer e il sistema di amplificazione (sia esso il sistema di amplificazione principale che un sistema ti ascolto ausiliario dedicato ai singoli musicisti sul palco -spie-).



Lo scopo con il quale è stato concepito questo equalizzatore è quello di aiutare a ritrovare la risposta in frequenza di un sistema di amplificazione il più neutra possibile adattandone la sonorità all’ambiente in cui l’impianto suona: un impianto di diffusione da concerto montato in un palazzetto, a causa dell’influenza acustica dell’ambiente, restituirà un segnale carico di alti. Allo stesso modo è impensabile ritenere che una cassa monitor posizionata su un pavimento di cemento oppure sopra il palco di un teatro restituisca la stessa sonorità: è proprio l’ambiente stesso che condiziona la risposta in frequenza del sistema di amplificazione poiché, alle nostre orecchie, giungono componenti sonore sia dirette (quelle che dal cono dello speaker che colpiscono direttamente le nostre orecchie) che indirette (tutte quelle riflessioni acustiche che si generano quando sono presenti delle superfici su cui il suono rimbalza).

L’utilizzo corretto dell’equalizzatore grafico è perciò quello di restituire una risposta in frequenza lineare al sistema di amplificazione inserito in un contesto acustico. Spesso però mi è capitato di vedere alcuni fonici, poco preparati, utilizzare questo equalizzatore per cercare di sopprimere i feedback (i tipici fischi che si sentono nei concerti dovuti all’interazione del microfono col sistema di amplificazione). Sebbene apparentemente questo sia un utilizzo scontato di questo equalizzatore, dovrebbe far riflettere il fatto che non esistano dei veri e propri controlli di gestione delle frequenze di intervento e della campionatura. In altre parole ogni singolo filtro opera solamente in una certa porzione di audio in maniera prestabilita. Se l’esigenza del fonico è quella di andare a caccia dei famosi fischi che si avvertono sul palcoscenico lo strumento corretto è l’equalizzatore parametrico, che consente una maggior precisione nell’individuazione e nella soppressione del problema feedbeck a fronte di una quasi inalterata risposta in frequenza sul resto del segnale trattato.

Gli equalizzatori grafici sono gli stessi, come concetto, che ritroviamo sui tipici impianti audio casalinghi…

Questi sono solamente principali tipi di equalizzatore ma ovviamente nel mondo reale, e specialmente nel software, esiste ogni tipo di combinazione di filtri radunati in un’unica entità denominata equalizzatore.

Nella prossima lezione ci avventureremo alla scoperta del mixer e del suo utilizzo.

Un saluto a tutti gli amici di Scuolasuono.it ed a tutti gli aspiranti tecnici del suono!
Francesco

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Risorse di approfondimento e di supporto a questo articolo:


Equalizzare in studio di registrazione: Angel’s Wings Studio di Nico Odorico
http://www.scuolasuono.it/home/inter...s-wing-studio/

Corso per tecnico del suono di Scuolasuono.it
http://www.scuolasuono.it/corsotecnicodelsuono/

Accademia del Mixaggio di Scuolasuono.it
http://www.scuolasuono.it/AccademiaDelMixaggio/

“Riprendere il tuo live -L&R” (tutorial pdf)
http://www.scuolasuono.it/home/corsi...l-tuo-live-lr/

“I 7 trucchi per plasmare il sound della tua band” (tutorial pdf)
http://www.scuolasuono.it/home/corsi...ella-tua-band/

Articolo originale:
http://www.scuolasuono.it/home/corsi...e-e-riverbero/
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