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Old 06-22-2011, 01:24 AM   #16
Alteregoxxx
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Default Lezione 7: i processori di segnale. Parte B

Il noise gate è uno strumento fondamentale per la buona riuscita di una batteria: è fondamentale infatti che, per evitare rumori di fondo ed aggirare problematiche complesse relative alla fase dei segnali catturati dai vari microfoni che riprendono il set, il segnale dei microfoni d’accento relativi ai fusti risulti essere presente solo quando è necessario (ad esempio, il segnale del rullante, attraverso l’utilizzo di un noise gatte, verrà lasciato transitare nel mixer solo durante il transigente utile mentre, nel resto del tempo, per esempio durante i colpi di cassa, il segnale del rullante rimarrà inudibile).

Per quanto riguarda il limiter possiamo dire che esso è l’estremizzazione del compressore: senza entrare troppo nel dettaglio, il che richiederebbe ore e ore di scrittura (e di lettura) possiamo dire che il limiter funziona esattamente come il limitatore di velocità presenti sulle corriere che infatti impedisce ad un mezzo, per quanto il conducente pigi sull’acceleratore, di superare un certo limite di kilometri orari . Nell’audio è lo stesso: il limiter costringe e il segnale in ingresso, a prescindere dal suo livello, ad uscire con un livello massimo pre impostato dall’operatore.

L’utilizzo tipico del limiter è in fase di mixaggio su singoli strumenti percussivi per restituire corpo ai suoni oppure, in fase di mastering, utilizzato sul master Left e Right per limitare i picchi di segnale e restituire così un segnale che suoni “più forte”.

Questi in sintesi gli scopi principali e gli strumenti principali deputati alle modifiche dinamiche (ossia deputate a cambiare i connotati del segnale audio); vediamo ora quali sono i principali esempi di processori di colore. Come già detto il processing di colore è quell’insieme di operazioni che servono a rendere più suggestivo un segnale audio già ben suonante (quindi un segnale già a posto dal punto di vista della risposta in frequenza e della gamma dinamica).

Il riverbero è il processore deputato all’emulazione della risposta acustica restituita da un ambiente. Ne esistono di diversi tipi e basati su diverse tipologie di funzionamento, anche se lo scopo rimane sempre lo stesso. I parametri che generalmente si trovano sulla maggior parte di questi processori, sia essi software che hardware, sono il tempo di riverbero (ossia la durata in termini di secondi della coda del riverbero -- per capirci, il riverbero del tuo bagno, ha una coda più corta rispetto al riverbero di una chiesa; te ne accorgi se batti un colpo di mano-), alcuni parametri dedicati alle prime riflessioni (le riflessioni acustiche che per prime giungono all’orecchio dell’ascoltatore dopo essere state rimbalzate da una sola superficie) ed alle caratteristiche costruttive della stanza (cubatura, materiale di costruzione, forma, ecc..).



Esercizio per casa: ascolta il riverbero che viene prodotto nel tuo bagno quando batti un colpo di mano (forte) ed ascolta il riverbero prodotto all’interno di una chiesa, magari con soffitto in legno. Ti accorgerai come il suono del riverbero cambi completamente a seconda della stanza, della sua forma, dell’arredo, dei materiali con i quali è costruita, ecc…

Il delay è i primogenito degli effetti di colore ed il componente fondamentale che sta alla base di tutti i processori appartenenti a questa categoria (riverbero compreso). Stiamo parlando di un processore che ha un’infinita gamma di impieghi e di diramazioni. Tanto per capirci chorus, flanger e phaser sono suoi derivati…

Allora, partiamo dal fatto che il Delay ideale e primordiale non fa altro che applicare un ritardo ad un segnale in ingresso. In pratica è con il delay che si possono simulare echi simili a quelli che si possono sentire in montagna.

Anche nel caso del delay il discorso è davvero molto ampio ed, inutile dire, che nel corso per tecnico del suono di scuolasuono.it viene trattato in maniera molto approfondita e tecnica. Possiamo però accennare ad alcune curiosità, partendo dai parametri che spesso ritroviamo sui plugins o sugli hardware.

Il controllo del tempo di ritardo è il fulcro. Tempi di ritardo tipici di un delay vanno dal millisecondo ai 2 secondi. L’effetto di colorazione, come nel caso del riverbero, si ottiene quando il segnale originale viene sommato con il risultato del segnale prodotto dal processore. Per fare un esempio, se nel caso del riverbero ci saremmo aspettati una sonorità composta dal segnale iniziale più la simulazione di una risposta acustica di una stanza, nel caso del delay il risultato principale che ci si aspetta è quello del segnale originale più la sua copia ritardata nel tempo, un effetto eco, insomma…

Attraverso l’opzione feedback, integrata nella maggior parte dei delay, si fa in modo che il segnale ripetuto vanga reindirizzato all’input del processore creando così una sequenza di ripetizioni più o meno lunga.

TTTAAA -- TTAA -TA -- ta…..

Non so se mi spiego…



Infine alcuni delay integrano un processing di modulazione applicabile al segnale ritardato (un leggero cambio di intonazione che oscilla nel tempo, ad esempio). La combinazione della modulazione con lo slap delay (ripetizione singola) o con ll feedback della genera rispettivamente l’effetto di flanger e phaser.

Il miglior modo per sperimentare le sonorità di un delay provvisto di tutti questi parametri è sperimentare con un plugin: rimarrai tu stesso sbalordito delle potenzialità sonore di questo strumento…

Tieni presente che, quando la ripetizione non viene avvertita come separata rispetto al segnale originale ma come una vera e propria colorazione ( < 50 ms) quello è il territorio più gratificante per la sperimentazione iniziale. Inoltre ti avviso che, per ottenere sonorità meno ridicole e più significative, è indicato utilizzare rate (valore di oscillazioni dell’intonazione al secondo) inferiore a 2 (< 2 oscillazioni per secondo).

Vedremo poi nel prossimo articolo come utilizzare questi processori in combinata con un mixer (sia esso hardware, software o digitale). Ad ogni modo, prima di concludere questa lezione, è bene ricordare che ogni processore di colore integra un controllo mix (Dry-Wet), ossia un controllo che permette di mixare il segnale originale in ingresso con una certa quantità di segnale processato. Vedremo poi che, utilizzando i processori in un normale workflow che comprenda l’utilizzo del mixer, raramente questo controllo viene utilizzato in maniera diversa che con un’impostazione 100% Wet -- uscita dal processore: solo segnale processato -- poiché il missaggio con il segnale originale verrà effettuato nel mixer stesso.
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